Statistiche del Mondiale di calcio 2026
Cosa ci dicono i dati del primo turno?
Sia per curiosità personale, sia come pretesto per imparare a usare Google Sheets, ho deciso di creare un foglio di calcolo in cui annotare tutte le statistiche di gol, assist e autogol del Mondiale di Calcio 2026. L’obiettivo è analizzare i dati raccolti per scovare trend interessanti, anomalie, curiosità e, perché no, lanciare qualche spunto di riflessione.
I dati raccolti
Trattandosi della mia prima esperienza con i fogli di calcolo e con la data analysis, ho preferito partire dalle basi per non complicarmi troppo la vita. Per ogni evento sto tracciando:
- Data della partita
- Partita in cui avviene l’evento
- Nazionale di appartenenza del giocatore
- Giocatore che compie il bonus/malus (gol, assist o autogol)
- Minuto esatto della giocata
- Numero di maglia
- Ruolo (semplificato in: portiere, difensore, centrocampista, esterno e attaccante)
- Età del calciatore
- Squadra di club di appartenenza
A prima vista possono sembrare semplici, ma in futuro si potrebbero aggiungere ulteriori dettagli, come una specificazione più accurata dei ruoli. Per ora, questo è il mio punto di partenza.
Nota sulle fonti: Per la raccolta manuale di questi dati incrocio le informazioni dei tabellini ufficiali della FIFA con i dati statistici di piattaforme come Transfermarkt (per l’età e i club dei giocatori) e Sofascore.
Il bilancio del primo turno
Con la conclusione del primo turno della fase a gironi, ho iniziato a tirare le prime somme e a calcolare qualche media interessante.
L’età media: giovani alla ribalta?
L’età media di chi ha segnato finora è di circa 26,9 anni. Se pensiamo che icone come Messi (38 anni e già 3 gol) e Kane (32 anni e 2 gol) stanno trascinando le loro squadre, significa che il resto dei marcatori ha un’età media decisamente bassa. L’età media di chi sforna assist è molto simile, attestandosi intorno ai 27 anni.
Tra i più giovani spicca il gol del 18enne I. Mbaye del PSG in Francia-Senegal, arrivato nei minuti di recupero (90+’). Ma non è un caso isolato: in questo primo turno abbiamo contato ben 24 bonus messi a segno da giocatori U23. Per essere solo all’inizio, è un ottimo segnale per il futuro del calcio.

L’analisi dei grafici
Per visualizzare meglio i trend, ho generato due grafici: uno relativo ai minuti in cui sono stati registrati i bonus e uno dedicato alla produttività dei singoli ruoli.
Il mistero del 21° minuto
Osservando il grafico del minutaggio, emerge un dettaglio davvero curioso. Per comodità di lettura ho accorpato i minuti di recupero all’interno del 45′ e del 90′, che infatti rappresentano i due picchi massimi della partita: il 90′ guida con 13 bonus (5 assist e 8 gol), seguito dal 45′ con 7 bonus (4 gol e 3 assist).

La vera sorpresa, però, è il 21° minuto. Questa singola frazione di gioco ha registrato gli stessi identici bonus del 45′ (4 gol e 3 assist). Ma mentre il dato del 45′ è “gonfiato” dal recupero, quello del 21′ è puro.
Come interpretare questa anomalia? È difficile fare una valutazione scientifica senza analizzare ogni singola azione o aver visto tutte le partite, ma provo a darne una lettura tattica: intorno al 20° minuto le squadre hanno ormai completato la fase di studio. I giocatori sono caldi, iniziano a comprendere i movimenti difensivi avversari e provano ad affondare il colpo. Di contro, la massima intensità difensiva preparata a tavolino comincia fisiologicamente a calare, non riuscendo a seguire il cambio di passo degli attaccanti. Voi cosa ne pensate? Se avete visto i gol segnati in quel preciso minuto, fatemi sapere la vostra idea nei commenti!
Produttività per ruolo: lo specchio del calcio moderno
Come anticipato, ho semplificato la classificazione dei ruoli per rendere la raccolta dati sostenibile. Guardando i numeri, i dati rispecchiano esattamente l’evoluzione del calcio contemporaneo.

Come c’era da aspettarsi, gli attaccanti centrali (intesi come punte pure o riferimenti offensivi centrali) sono i re del gol, con ben 26 reti. Tuttavia, se consideriamo la somma complessiva di gol + assist, il primato passa agli esterni, che guidano la classifica con 38 bonus totali (23 gol e 15 assist) contro i 36 degli attaccanti. Subito dietro troviamo i centrocampisti a quota 31 (12 gol e 19 assist).
Cosa ci dice questo dato? Per me è l’identikit del calcio moderno. L’attaccante centrale non è più l’unico terminale offensivo, ma lavora per la squadra: partecipa alla manovra, crea spazi e fa da boa. Questo permette agli esterni (sempre più spesso schierati a piede invertito per accentrarsi e calciare) e ai centrocampisti (sempre più dinamici negli inserimenti) di arrivare al tiro o all’ultimo passaggio con estrema facilità.
Per quanto riguarda il reparto arretrato, i terzini/laterali hanno registrato 4 gol e 8 assist, mentre i difensori centrali contano 5 gol e 2 assist. Vedere un centrale fare assist è un evento più unico che raro, mentre i loro gol sono in crescita grazie allo studio maniacale degli schemi su palla inattiva (5 gol in 23 partite sono un buon bottino). Dai laterali forse ci si poteva aspettare qualcosina in più in fase di spinta, ma 12 bonus totali in 23 match restano un dato assolutamente positivo.
Curiosità “italiana”
Tra i dati che sto raccogliendo c’è anche la squadra di club di appartenenza e c’è un dato incredibile che riguarda il nostro campionato. Abbiamo dovuto aspettare ben 21 partite prima di vedere il primo gol di un giocatore di Serie A in questo Mondiale! Il tabù è stato sfatato da Martin Baturina (primo Gol di un giocatore del Como ad un Mondiale) durante la sfida tra Inghilterra e Croazia.
Conclusioni
Questo primo esperimento di raccolta dati mi sta dando grandi soddisfazioni: sto scoprendo sfumature del gioco che prima non notavo e, soprattutto, sto prendendo confidenza con i grafici e le funzioni di Google Sheets.
Spero che questa analisi vi abbia incuriosito almeno la metà di quanto ha incuriosito me. Noi ci rivediamo qui sul blog al termine del prossimo turno per scoprire se questi trend verranno confermati o se il Mondiale ci riserverà altre sorprese. Al prossimo grafico!
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